Progetti

Negli anni, nei nostri progetti e cantieri, abbiamo sviluppato ed ideato soluzioni che  permettono di adattarci alla diverse esigenze costruttive e climatiche: dalla casa singola al complesso residenziale o turistico, fino ad edifici commerciali aperti al pubblico. Il nostro approccio progettuale è fortemente legato al luogo, alla terra e al Paesaggio. Aldilà delle tecniche e degli approcci costruttivi, tra i nostri valori c’è sempre la garanzia di un’architettura naturale autentica ed unica, che fonda le sue radici nell’architettura vernacolare e in quella organica, tramite un costruire consapevole che include la tracciabilità dei materiali, modalità costruttive ecocompatibili e manodopera specializzata.

Ristrutturazione edilizia e ampliamento di edificio ad uso residenziale

 

Luogo: Loc. Serbarìu, Carbonia (SU)

Committente: privato

Anno: 2019

Budget: 240.000,00€

Progettisti: arch. Gabriele Casu, arch. Daniela Cimino

Grafica: arch. Daniela Cimino

Stato di fatto

Allo stato attuale l’edificio risulta un rudere risalente ai primi del ‘900 con struttura portante in pietra, con un affaccio sulla pubblica via e uno sul cortile interno per quanto riguarda i lati lunghi e con i lati corti in aderenza ad altri fabbricati.

Il Progetto

Il progetto prevede la ricostruzione dell’edificio mantenendone per quanto possibile i caratteri originari rivisitandoli in chiave moderna. L’intervento ha l’obiettivo di mantenere inalterato il volume dell’involucro esterno mantenendo un certa sobrietà per quanto riguarda la facciata su strada, giocando con i volumi e gli assi verticali sul cortile interno.

 

La pianta si sviluppa nel lotto tale da formare una piccola corte sul lato interno.

L’aggetto al primo piano crea un porticato che diventa un filtro tra interno ed esterno, oltre a dare riparo contro gli agenti atmosferici all’ingresso dell’edificio.

La scala interna, situata lungo la parete cieca, permette di sfruttare al meglio la superficie disponibile.

La terrazza al piano superiore riprende le geometrie del piano terra e allo stesso tempo crea un ombreggiamento a Sud che rende fruibile lo spazio anche d’estate.

 

I materiali e le tecnologie impiegate sono assolutamente eco-compatibili e a chilometro corto.

Il progetto è stato redatto secondo le regole della Bioarchitettura, applicate a tutti gli aspetti dell’opera: dall’orientamento alla scelta di tecniche e materiali, al contenuto energetico dei prodotti utilizzati e al loro impatto ambientale.

 

Volume di progetto: 435,62 mc

Superficie utile di pavimento: 112,10 mq

Superficie terrazza: 40 mq

Galleria

Ristrutturazione edilizia di un fabbricato rurale destinato ad agriturismo.

 

Luogo: Loc. “Gruxi-Cicillanu”, San Vito (SU)

Committente: azienda agricola

Anno: 2021

Budget: 300.000,00€

Progettisti: arch. Claudio Rosa, arch. Gabriele Casu, Luigi Usai.

Grafica: arch. Claudio Rosa

Contesto territoriale

L’area su cui insiste il fabbricato ricade in zona Agricola in località “Cicillanu” o “Cruxi Cicillanu”, posta ad una altitudine di circa 170 m.s.l.m. e dista da San Priamo, il più vicino centro abitato, circa 4,5 km.

Nel Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna risulta all’interno dell’ambito n. 26 “Castiadas”, compreso nelle “Aree naturali e subnaturali” con componente ambientale “macchia, dune e aree umide” e in piccola parte nelle “Aree ad utilizzazione agro-forestale”, con componente ambientale “colture erbacee specializzate”.

 

Al confine Nord-Ovest del terreno scorre il corso d’acqua denominato S’Arriu de su Arcu d’Empera, bene paesaggistico.

Nel SITAP è inserita nelle “Aree dichiarate di notevole interesse pubblico”.

Stato di fatto

Il fabbricato, costruito tra il 2007 e 2012, ha il fronte principale orientato a Est e una pianta con sviluppo ad L disposta su tre livelli:

  • il P. Seminterrato, destinato a deposito per l’attività aziendale e agrituristica;
  • il P. T., destinato all’ospitalità dell’attività agrituristica e ricreativa;
  • il P. 1, dedicato al nucleo familiare proprietario dell’azienda.

 

Allo stato attuale presenta le seguenti caratteristiche costruttive:

  • fondazioni in cemento armato;
  • muratura perimetrale in c. a. al Seminterrato e in muroblocco di laterizio ai piani superiori;
  • solaio controterra in c.a. su vespaio in pietrame; solai intermedi  in latero-cemento;
  • coperture a falde inclinate con pendenza del 35%, orditura lignea a vista (capriate, travi, travicelli e tavolato), isolante e manto in coppi di laterizio;
  • tramezzature in laterizio;
  • intonaco interno in gesso e cementizio all’esterno;
  • pavimentazioni in grès ceramico antisdrucciolo;
  • rivestimenti in piastrelle di grès ceramico in cucina e nei servizi igienici;
  • tinteggiatura degli interni e delle facciate con pittura monocolore rosa e gialla;
  • infissi esterni in legno con vetrocamera, completi di scurini;
  • impianto di scarico reflui in fossa Imhoff non disperdente e smaltimento per sub irrigazione;
  • riscaldamento con caldaia e radiatori.
Il progetto

Il progetto della ristrutturazione è stato svolto con criteri passivi e ottimizzazione delle risorse ambientali, secondo i principi della progettazione bioclimatica di nuova generazione, con materiali e tecnologie innovative.

Si prevede di sfruttare al meglio le caratteristiche non modificabili dell’organismo edilizio esistente quali la forma, l’orientamento e la direzione dei venti prevalenti e ridefinire alcuni elementi modificabili attraverso demolizioni e ricostruzioni interne, quali l’orientamento dei locali, i colori delle finiture, l’involucro edilizio e il verde.

 

La riconfigurazione di progetto si propone di invertire l’attuale distribuzione funzionale degli ambienti al P. T., lasciandola invariata al P. Seminterrato e al P. 1. La porzione Nord dell’edificio sarà destinata all’ospitalità dell’attività agrituristica mentre quella Sud all’accoglienza, con la preparazione e la somministrazione della prima colazione, di pasti e bevande sia per gli ospiti dell’agriturismo che per i partecipanti alle attività ricreative e culturali organizzate in azienda.

L’obiettivo è inoltre quello di riqualificare energeticamente l’edificio attraverso un insieme sistematico di interventi che incidono sulla prestazione energetica della struttura senza alterarne le forme e la tipologia costruttiva.

 

La scelta di progettare e costruire nel rispetto dell’ambiente e del contesto utilizzando, laddove possibile, materiali naturali e eco-compatibili (legno, sughero, lana di pecora, intonaci e pitture) provenienti dal territorio locale, limita l’impatto ambientale del ciclo costruttivo garantendo un’ottima qualità di vita.

L’isolamento termico dell’involucro, la sostituzione dei serramenti, la sostituzione dell’attuale impianto di climatizzazione e l’installazione di impianto solare fotovoltaico, mira ad ottenere un’abitazione funzionale ed energeticamente efficiente.

 

L’intervento apporta un miglioramento estetico al manufatto inserendosi armonicamente nel contesto circostante, non comportando modifiche delle caratteristiche morfologiche dei suoli e dei dinamismi spontanei di caratterizzazione del paesaggio.

Interventi

Gli interventi sono così descritti nel dettaglio:

  • modifiche interne e nuovi tramezzi in cartongesso con isolamento termico e acustico in lana di pecora;
  • ristrutturazione del bagno attuale e nuovo servizio igienico;
  • sostituzione dei rivestimenti della scala;
  • rifacimento di solaio intermedio in legno tramite sostituzione dei travetti principali sui quali verrà posato il tavolato, un pannello in sughero anti-rumore da calpestio, un massetto e una finitura in parquet;
  • sostituzione della copertura al P. T. (magazzino, bagno e lavanderia) con una nuova in legno; la soletta orizzontale in c.a. verrà coibentata termicamente con dei materassini di lana di pecora di sp. 18 cm;
  • coibentazione del solaio di copertura attraverso inserimento all’estradosso di isolante termico-acustico composto da pannelli sughero biondo naturale sardo,  sp. di 15 cm;
  • coibentazione esterna delle murature dell’involucro edilizio con cappotto termico traspirante composto da pannelli in sughero biondo naturale sardo, con spessore di 12 cm, rivestito con rasante e tinteggiatura a base di calce idraulica naturale;
  • risanamento delle murature interne controterra ammalorate dall’umidità di risalita tramite ripristino con ciclo naturale di intonaci macroporosi a base di calce naturale;
  • realizzazione di vespaio areato dello spessore di 40 cm c.ca composto da vetro-schiuma cellulare isolante e drenante, previa la posa di barriera anti-gas Radon. Il sistema di drenaggio e micro-aerazione del vespaio sarà costituito da un reticolo di tubi corrugati in polietilene fessurati;
  • sostituzione dei serramenti con nuovi infissi in legno-alluminio con doppio vetro basso emissivo e selettivo e camera riempita con gas argon, con valore di trasmittanza termica U<1.75 W/m²K, certificato dalla casa produttrice;
  • sostituzione delle attuali tapparelle con avvolgibili in alluminio coibentati.

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Edificio ad uso residenziale in zona agricola

 

Luogo: Località Badu Canu, Osilo (SS)

Committente: privato

Anno: 2022

Progettisti: arch. Claudio Rosa, arch. Gabriele Casu, arch. Giuseppe Biggio, ing. Giampietro Tronci + Cascìu Rango Architetti

Grafica: Cascìu Rango Architetti + arch. Claudio Rosa

Contesto territoriale

L’area di progetto si trova a qualche chilometro dal centro abitato di Osilo, nella parte più occidentale del compendio comunale, caratterizzato da terreni a funzione agro-pascolare con caratteristica vegetazione mediterranea e boschi. La parcella si trova sul versante collinare ed è caratterizzata da una pendenza con andamento Sud-Nord.

 

La sua estensione è pari a 35.189 mq, in cui sono compresi l’area destinata a coltivo dell’azienda agricola e aree boschive a preminenza di Quercus pubescens (roverella).

L’area di progetto è vincolata ai sensi della Legge 1497_1939 (Aree dichiarate di notevole interesse pubblico) e paesaggisticamente ai sensi dell’art. 136 e 157 del D.Lgs 42/2004.

 

I centri abitati del territorio comunale di Osilo, dal capoluogo ai nuclei sparsi nella campagna, sono esempi di complessi di immobili con caratteristici valori estetici e tradizionali.

Rappresentano un esempio di architettura sviluppatasi man mano, dall’età medievale a quella d’oggi, con l’innata armonia e proporzione di una architettura artigianale e spontanea.

 

L’agro comunale, di sviluppo orografico morbido e vario, è un susseguirsi di ariose vedute panoramiche sia verso l’interno che verso il mare lontano.

Esso costituisce un ambiente ecologico unitario per l’armonico variare delle zone a coltura agricola, di quelle pastorali, e di quelle rimaste allo stato di intatta natura.

 

Il territorio della Romangia è caratterizzato da una morfologia prevalentemente collinare, con altopiani ondulati di natura vulcanica, percorsi da strette valli, incorniciate da pareti a picco di calcare e trachite e vaste pianure coltivate.

È costellato da testimonianze nuragiche e numerose Domus de Janas e tombe dei giganti, oltre che da una fitta rete di muretti a secco, che in qualche caso racchiudono nuraghi.

Progettazione sostenibile

I temi della contestualizzazione nel paesaggio rurale sono stati i primi ad essere presi in considerazione nelle prime fasi progettuali: attraverso essi passa l’asse della sostenibilità sociale ed economica.

Pensiamo infatti al danno economico per chi svolge attività in agro, di avere un contesto degradato paesaggisticamente, sia sul fronte del valore immobiliare, sia del valore di un’eventuale offerta di accoglienza diffusa o di marketing territoriale per il posizionamento di prodotti e beni della filiera agroalimentare locale.

 

Nell’ottica del rispetto ambientale in senso più largo, sono stati valutati il “costo energetico e di approvvigionamento dei materiali” (correlati alla scelta della tecnologia costruttiva) e dell’efficienza energetica dell’immobile, quest’ultima nel rispetto di tutte le normative regionali, nazionali, europee e mondiali (agenda ONU 2030, direttiva comunitaria 31/2010 CE sino al D.lgs 192/2005 poi modificato dal D.L 63/2013 sugli edifici ad energia quasi zero – nZEB).

 

Il tema energetico nelle nuove costruzioni, non è stato l’unico riferimento.

In ottica di sostenibilità nell’utilizzo delle risorse, l’edifico prevede un sistema di recupero dell’acqua piovana che, affiancato all’utilizzo del pozzo, garantisce al lotto un apporto idrico autonomo e indipendente da apporti esogeni.

L’organismo edilizio in progetto vuole proporre un’idea di edificio sostenibile nel suo insieme, più che di un manufatto solo termicamente efficiente.

Le opere in progetto

L’edificio in progetto, una residenza legata alla conduzione del fondo, si fonda su principi della tradizione delle costruzioni in agro del territorio circostante, in particolare: aggregazione di volumi semplici, tetti inclinati e aperture controllate nei prospetti, zone d’ombra in continuità con l’edificio.

Il progetto si articola sull’aggregazione di tre volumi ad un piano la cui inclinazione e posizione sono volte alla ricerca della miglior esposizione per l’ottimizzazione del confort termico, visivo e luminoso.

Il volume più a Nord, caratterizzato da una copertura mono-falda ospita la zona giorno, mentre quello più a Sud, dotato di falda nella direzione opposta, la zona notte. Interposto fra i due si trova il volume d’ingresso che funge da contenitore per gli ambienti di servizio e lo studio.

 

Gli obiettivi di progetto sono i seguenti:

  • comfort termo igrometrico e la conseguente salubrità degli ambienti, correlato al livello di isolamento e traspirabilità delle murature e alla loro capacita areica interna;
  • minimizzazione dell’impatto paesaggistico sul contesto rurale nonostante l’elevato contenuto tecnologico dell’involucro e degli impianti;
  • massimizzazione dell’utilizzo delle risorse locali rinnovabili: dall’utilizzo dell’irraggiamento solare alla scelta dei materiali di provenienza locale;
  • salubrità delle finiture interne, correlata alla scelta del tipo di finiture interne;
  • minimizzazione delle esternalità negative connesse all’inquinamento ambientale, correlato alla scelta dei materiali, alla tecnologia costruttiva e alla gestione del cantiere.

 

La superficie coperta dell’edificio ammonta a 232,42 mq mentre la Superficie utile è di 176,72 mq e l’altezza massima di 4,82 m.

L’abitazione è composta da 3 blocchi:

  • il blocco A, composto da una zona giorno open space che contiene la cucina, sala da pranzo e soggiorno, una camera da letto matrimoniale, un ripostiglio, un locale tecnico e una lavanderia;
  • il blocco B, composto da ingresso che funge da distributivo per i vari ambienti, in cui è stato inserito uno studio e un bagno ;
  • il blocco C, adibito unicamente a zona notte con tre camere da letto, un bagno e un disimpegno.

 

L’impianto elettrico sarà integrato da un impianto fotovoltaico da 6 kW da posizionare sulla “pergola parcheggio”.

Per il riscaldamento/raffrescamento dell’edificio è previsto l’utilizzo di impianto a pompa di calore e l’installazione di un sistema radiante a pavimento.

L’impianto per lo smaltimento delle acque reflue sarà in vasca IMHOFF mentre si prevede il recupero delle acque meteoriche attraverso sistema di canali di gronda nascosti e pluviali incassati in muratura.

Il nuovo volume è progettato perché sia adattabile nel tempo per garantire a pieno i requisiti di accessibilità: il posizionamento al piano terra permette di raggiungere il piano calpestio senza l’ostacolo di barriere architettoniche.

Tecnoclogia costruttiva e materiali

L’intervento è stato progettato con riferimento alla matrice insediativa storica che da sempre ha governato il fenomeno dell’insediamento sparso nei territori dell’Anglona-Romangia.

La scatola muraria sarà realizzata in laterizio, con struttura portante composta da pilastri e setti in calcestruzzo armato, opportunamente coibentata con materiali naturali (canapa) e rifinita con intonaci naturali con cromie della terra; le coperture avranno struttura lignea coibentata con balle di paglie e manto di copertura in coppi sardi, in linea con gli elementi costruttivi della tradizione.

L’edificio si avvale di dispositivi per il confort termico: oltre al corretto isolamento si prevedono brise-soleil scorrevoli per la schermatura solare a Sud, mentre le aperture a Nord sono contenute nel numero e nella superficie per garantire minore dispersione termica.

L’ampia pergola in parte vegetata posta in continuità con la residenza è dimensionata per garantire il corretto irraggiamento nei mesi invernali ed estivi.

Nel complesso l’edificio si pone in dialogo con il contesto anche grazie al suo posizionamento nel lotto, caratterizzato da una pendenza verso Sud.

La localizzazione dell’edificio ad una quota intermedia, più bassa della strada, permette una maggiore integrazione con la vegetazione presente, tutela le visuali verso il paesaggio circostante e limitando il più possibile l’impatto visivo da valle.

In posizione disassata rispetto alla residenza, più a monte rispetto ad essa, verrà collocata una pergola di 90 mq orientata a sud, utile al ricovero delle automobili e a ospitare i pannelli dell’impianto fotovoltaico.

L’accesso carrabile avverrà mediante uno stradello in materiale drenante direttamente connesso alla strada esistente.

I prospetti Sud-Est e Sud-Ovest, saranno dotati di vetrate bioclimatiche capaci di sfruttare la risorsa energetica locale e di minimizzare i consumi, garantendo un clima mai umido e salubre durante il periodo invernale (assai piovoso nella zona).

Con la presenza della pergola bioclimatica si ottiene un duplice beneficio: termico, perché si scherma il sole dei pomeriggi estivi, e paesaggistico, perché si nasconde la vetrata da valle. Oltre a questo, si è sviluppata una soluzione di schermatura a Sud costituita da due elementi:

  • una pergola di modesta profondità, capace di far entrare tutta l’energia solare disponibile nei periodi utili per il riscaldamento e di schermare i raggi solari con angolo di incidenza maggiore nel periodo estivo;
  • un sistema di schermature verticali, con frangisole dalle forme allungate che richiamano le dimensioni delle aperture degli edifici della tradizione, capaci di schermare il sole a Sud-Est e Sud-Ovest durante i periodi tardo-primaverili e autunnali, in cui non è utile avere apporti solari. Oltre a fornire un supporto a livello termico, sono un dispositivo di mitigazione delle aperture.

La progettazione è stata affrontata contestualmente alla verifica degli impatti dell’intervento sul territorio, attraverso simulazioni effettuate con modelli tridimensionali, per meglio studiare la qualità volumetrica e i caratteri architettonici della costruzione.

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Demolizione di edificio e ricostruzione con struttura portante in legno e tamponatura in paglia.

 

Luogo: Loc. Barega, Carbonia (SU)

Committente: privato

Anno: 2017

Budget: 90.000,00€

Progettisti: arch. Gabriele Casu

Grafica: arch. Claudio Rosa

Il concept progettuale

Il progetto prevede la demolizione di un vecchio edificio in muratura portante di blocchi di cls e ricostruzione con struttura portante in legno e tamponatura in balle di paglia.

Il nuovo fabbricato ad uso residenziale verrà utilizzato come dependance ad uso foresteria, con tutti i requisiti di abitabilità (isolamento termico-acustico dell’involucro, rapporti aero-illuminanti, ecc..).

 

Si è scelto di progettare una struttura con moduli prefabbricati da assemblare in fabbrica e trasportare in cantiere dove, una volta effettuata la posa, si procederà con l’installazione degli impianti e l’intonacatura delle pareti con calce idraulica naturale.

La scelta tecnologica e costruttiva è stata dettata dalle esigenze di realizzare il manufatto in tempi brevi, soprattutto per quanto riguarda la posa.

 

L’edificio è stato progettato nel rispetto del territorio e del paesaggio: l’inserimento e l’orientamento ricalcano la costruzione pre-esistente in modo da evitare altri sbancamenti.

Si è data importanza prevalente agli aspetti paesistico-percettivi per non creare interferenze visive negative rispetto ai beni naturali e alle architetture storiche esistenti nell’intorno.

 

I materiali e le caratteristiche costruttive sono adeguate alle preesistenze tradizionali della zona rispetto alla tipologia, le forme dei volumi, le pendenze e l’articolazione delle falde dei tetti, l’utilizzo dei materiali di facciata e di copertura, in modo da favorire il migliore inserimento nel contesto paesaggistico rurale.

Il progetto architettonico

In fase preliminare è stata effettuata una ricerca tipologica degli edifici presenti nell’area (tra cui il fabbricato principale, una casa ETFAS costruita intorno al 1960) e, dopo un’attenta analisi del territorio circostante, si è optato per una fabbricato su un unico livello dotato di soppalco interno, composto da volumetrie semplici, con schema e rapporti dimensionali tipici delle costruzioni del luogo.

Particolare attenzione è stata data alla qualità dei materiali ed al comfort interno: l’intero progetto nasce dalla volontà di realizzare un edificio sostenibile ed innovativo, ad altissima efficienza energetica (classe A4), realizzato con materiali naturali.

 

Gli intonaci saranno realizzati, sia internamente che esternamente, a calce naturale con colore delle terre, senza l’utilizzo di composti chimici o a base di cemento che ne comprometterebbero la traspirabilità.

Questo materiale contribuirà ad un alto comfort interno agendo come igroregolatore naturale e contemporaneamente aumenterà la massa termica dell’edificio, stabilizzando la temperatura interna ed aumentando lo sfasamento termico estivo.

La copertura ventilata sarà isolata con balle di paglia, per migliorare ulteriormente le prestazioni termiche estive. Gli infissi saranno in legno verniciati di bianco.

 

Abbiamo scelto la paglia perché ha proprietà isolanti straordinarie (gabrielecasu.it/contenuti/materiali/). Le pareti, grazie alla paglia pressata e allo spessore dell’intonaco, hanno una massa sufficiente per ottenere un alto grado di sfasamento termico.

La parete si comporta come le murature delle case antiche in mattoni crudi, in cui il calore esterno non riesce ad entrare, rimanendo fresco durante i mesi estivi senza l’utilizzo di condizionatori d’aria o impianti tecnologici che consumano energia.

L’involucro traspirante lascia passare verso l’esterno il vapore senza bloccarlo.

Gli intonaci in calce assorbono l’umidità in eccesso e la rilasciano quando l’ambiente è troppo secco, regolando l’ambiente in maniera naturale.

La combinazione di un alto isolamento termico e acustico con il giusto bilancio igrometrico garantisce un ottimo comfort degli ambienti assieme ai materiali naturali, liberi da formaldeide.

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Manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico di palazzetto storico

 

Luogo: Iglesias (SU)

Anno: 2023

Committente: privato

Budget: 450.000,00€

Progettisti: arch. Gabriele Casu, arch. Alessandra Cogoni, arch. Giuseppe Biggio.

Grafica: arch. Giuseppe Biggio, arch. Alessandra Cogoni.

Stato dei luoghi

L’intervento riguarda la manutenzione straordinaria, la riqualificazione energetica globale e la riconfigurazione degli ambienti interni di un edificio classificato come “palazzetto”, espressione della rappresentatività delle famiglie borghesi alle soglie del XX secolo.

Il fabbricato ricade in zona urbanistica A (Centro storico) nella componente insediativa “Centri di antica e prima formazione e centri matrice”. Risulta inoltre all’interno del parco geominerario ambientale e storico della Sardegna.

 

La simmetria è l’elemento regolatore della facciata, con il portone d’ingresso sull’asse centrale ed il prospetto scandito da tre file di finestre.

I prospetti dell’edificio seguono questo schema: si presentano simmetrici e tripartiti, arricchiti con un apparato decorativo che vede nella parte inferiore una finta bugnatura in cemento grosso, una cornice marcapiano tra il primo e il secondo piano e un cornicione con modanature a coronamento dell’edificio.

 

La copertura è in legno di tipologia a padiglione e non è visibile dalla strada.

Nell’immobile sono presenti finestre e porte-finestre ad arco ribassato, queste ultime sono presenti nel prospetto sud e sud-est e sono dotate di balconcini con piani in marmo e parapetti in legno e ferro sorretti da mensole.

Il progetto architettonico

Le opere previste in progetto al Piano Terra riguardano la nuova distribuzione interna degli ambienti, inclusa la realizzazione di vano tecnico dove verranno installate le macchine interne per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di A.C.S..

E’ previsto l’adeguamento dell’impianto idrico ed elettrico, funzionali alla nuova disposizione dei locali interni, inclusa la realizzazione di controsoffitto in pannelli di cartongesso nell’area disimpegno.

 

La costruzione di 2 pilastri in calcestruzzo armato è finalizzata alla realizzazione della struttura del soppalco presente al piano primo.

Verrà eseguito il ribassamento del solaio interpiano che sarà realizato con struttura in acciaio-legno, doppia orditura di tavolato in legno di abete maschiato con interposto un materassino isolante termico-acustico, soletta armata e massetto impianti.

 

Al Primo Piano, oltra alla nuova distribuzione degli ambienti interni con la realizzazione di un open space ampio, luminoso e confortevole, si provvederà alla ristrutturazione del bagno esistente, alla revisione degli intonaci interni, all’inserimento di un camino e alla realizzazione di un soppalco di 20 mq con struttura in acciaio e parapetti in vetro stratificato.

Efficientamento energetico

L’obiettivo del progetto è di riqualificare energeticamente l’edificio, attraverso un insieme sistematico di interventi che incidono sia sulla prestazione energetica del fabbricato che sulla funzionalità ed estetica, senza apportare cambiamenti ai caratteri originari, le forme e la tipologia costruttiva.

Gli interventi riguardano l’isolamento del solaio controterra, la sostituzione delle finestre e portefinestre con nuovi serramenti e infissi in legno con doppio vetro basso emissivo e scuri in legno, la sostituzione dell’impianto di riscaldamento/condizionamento con nuovo costituito da pompa di calore aria-acqua ad alta efficienza e l’installazione di impianto fotovoltaico.

 

Il sistema di emissione previsto su tutta la superficie dell’abitazione è un radiante a pavimento, integrato con 2 ventilconvettori e un sistema di deumidificazione.

Il sistema di Building Automation consentirà la gestione automatica personalizzata dell’impianto termico, compreso il controllo da remoto.

La copertura sarà ricostruita ventilata con struttura in legno e isolamento in pannelli di sughero di 14 cm di spessore, con manto in coppi sardi sul quale verrà posato un impianto fotovoltaico integrato da 6,3 kWp con sistema di accumulo 9,6 kWp.

 

Gli interventi in progetto mirano a ripristinare l’antico splendore dell’immobile contribuendo a rinnovarne il pregio rispetto al contesto urbano in cui si colloca, nel pieno rispetto delle tipologie e metodologie costruttive, degli schemi compositivi, delle architetture, dei profili e sagoma e dei materiali da costruzione e di finitura.

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P.F.T.E. per “Intervento di riqualificazione paesaggistica mediante la creazione di un sistema di verde urbano che valorizzi le potenzialità culturali del territorio”

 

Luogo: Villaperuccio (SU)

Anno: 2023

Committente: Comune di Villaperuccio (SU)

Budget: 2.000,000,00€

Progettisti: arch. Gabriele Casu, arch. Claudio Rosa, Luigi Usai + LAUP (arch. Matteo Pittau, arch. Francesca Ganau, arch. Riccardo Onnis) + ing. Michele Pilisi, archeologa Simona Ledda

Grafica: arch. Claudio Rosa, arch. Riccardo Onnis.

Contesto paesaggistico

Il progetto inizia dall’analisi dell’area oggetto di intervento per poi definire la strategia di riqualificazione urbana ed extraurbana di Villaperuccio, attraverso la creazione di un sistema in cui si inseriscono le potenzialità generate dalle vocazioni del territorio.

Villaperuccio è al centro di un sistema di paesi disposti a corona nella piana alluvionale del Rio Mannu (Tratalias, Perdaxius, Santadi, Giba, Piscinas, Narcao, Nuxis, etc); da est a ovest è attraversato dal Rio Mannu di Santadi, che dai monti di Pantaleo confluisce nel Rio Mannu, che alimenta la grande diga di Monte Prano.

 

L’ambito di territorio ricade nel settore nord-orientale denominato “Anfiteatro del Sulcis” definito dal sistema orografico dei rilievi vulcanici di Monte San Michele Arenas e Monte Narcao e dai margini occidentali del sistema orografico del massiccio del Sulcis.

A ridosso di tale sistema di rilievi è ubicato l’invaso artificiale di Monti Pranu, che si colloca in prossimità dell’imboccatura della valle che collega le piane costiere al sistema delle piane agricole del Sulcis più interno di Narcao, Nuxis e Santadi.

 

La zona esprime nella fertile piana alluvionale che degrada verso sud, i caratteri tipici del Basso Sulcis, con gli insediamenti sparsi eredità dei furriadroxius e medaus, le strade extraurbane inserite nelle prospettive del paesaggio, le strade secondarie che talvolta ricalcano le ferrovie dismesse del passato minerario, la trama delle strade rurali a servizio della fitta trama del paesaggio agrario e infine la presenza dominante della Necropoli di Montessu e della Fortezza Fenicio-Punica di di Pani – Loriga erette in antichità a guardia della vallata e dell’arcipelago.

 

Le forme del paesaggio sono strettamente dipendenti dalla geologia e i depositi di sedimenti alluvionali recenti conferiscono forme pianeggianti o dolcemente inclinate e caratterizzano le aree attraversate dai corsi d’acqua.

La vegetazione dell’area è descritta nella carta delle serie vegetazionali della Sardegna e nel Piano forestale ambientale Regionale.

La flora è prevalentemente costituita dalla macchia mediterranea, che domina nelle aree non coltivate con le caratteristiche essenze: mirto, lentisco, cisto, olivastro, euforbia, ginestra con la presenza di leccio, corbezzolo e ginepro.

Il perastro è presente in numerosi versanti dei rilievi vulcanici, mentre l’oleandro e i canneti, con rari salici, caratterizzano le rive dei corsi d’acqua.

 

La fauna è caratterizzata dalla presenza di numerose piccole specie animali nelle aree a macchia, tra i quali la volpe e numerose specie di uccelli stanziali e migratori che frequentano i rilievi collinari ed il lago di Monte Prano.

Il Lago di Monte Prano è identificato dal Piano Paesaggistico Regionale come “Oasi permanente di protezione faunistica” in quanto importa riserva naturale luogo della biodiversità.

 

Di grande importanza è la trama del paesaggio rurale legata alla presenza degli oliveti e delle vigne che vantano in questo territorio eccellenze di livello come il Carignano.

La porzione orientale del territorio comunale ricade all’interno del “Parco Regionale Sulcis”, caratterizzato dalla presenza di un patrimonio archeologico rilevante per consistenza e varietà. Un eccezionale paesaggio scandito da nuraghi, menhir e domus de janas, oltre che da piccoli paesi, strade, sentieri e corsi d’acqua, molti dei quali sfociano nel lago artificiale di Monte Pranu.

Il monumento più conosciuto e visitato è il sito di Montessu, una necropoli a Domuns de Janas situata in uno splendido anfiteatro naturale che per estensione è la più grande dell’intera Isola.

Fruizione turistica

Nonostante le sue grandi potenzialità, allo stato attuale il settore turistico rappresenta una fetta limitata delle attività economiche presenti. Produce numeri relativamente bassi con limitato valore aggiunto in termini economici.

Si è rilevata la carenza di strutture ricettive e di servizi necessari a supporto dell’intero sistema territoriale, il cui maggiore attrattore è il Parco archeologico di Montessu, di rilevanza internazionale.

Oltre a poche iniziative di escursionistica guidata, la porzione sud-ovest del territorio è interessata dal Cammino Minerario di Santa Barbara, un itinerario storico, culturale e religioso che si sviluppa all’interno del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna.

 

Villaperuccio, con la sua posizione centrale rispetto all’area del Basso Sulcis, si presta ad avere un ruolo rilevante nella gestione del territorio e nell’incoraggiamento e stimolo di nuove modalità di sviluppo turistico.

Attraverso l’organizzazione in sistemi è possibile proporre un’esperienza turistica integrata, completa, capace di attirare l’attenzione di numerose tipologie di turismi sostenibili attenti a non danneggiare, nell’atto di valorizzarle, le risorse ambientali presenti.

 

L’offerta turistica può riguardare il turismo naturalistico, che costituisce una delle più significative potenzialità dell’area, inserendosi in quello che ormai a livello mondiale è diventato un segmento a domanda crescente.

Le peculiarità botaniche e gli endemismi presenti, l’avifauna e le caratteristiche geologiche, rendono attrattiva l’area per attività in continua crescita di turismo botanico, birdwatching e geoturismo. Il vasto patrimonio archeologico e il paesaggio demoetno-antropologico rappresenta una grande risorsa attrattiva che può svilupparsi mediante la creazione di un sistema che valorizzi il patrimonio esistente.

 

La presenza di santuari (Chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Rosario, Chiesa della Madonna delle Grazie e Chiesa campestre di Santa Lucia) può essere un richiamo di attrazione per numerosi pellegrini provenienti dai paesi limitrofi, ma anche da fuori area.

Le eccellenze agroalimentari dell’area e gli eventi e le sagre in cui vengono valorizzate, offrono la possibilità di far conoscere il territorio anche attraverso l’enogastronomia, la nuova tendenza del turista moderno.

 

I viaggi di istruzione, attualmente limitati al Parco archeologico di Montessu, rappresentano un significativo momento della diffusione delle peculiarità ambientali del territorio soprattutto nell’ottica dell’educazione ambientale.

L’area offre inoltre tante possibilità per gli sport e le attività en plain er (cicloturismo, ippoturismo, hiking, trekking, ecc..) grazie ad un sistema territoriale ricco e diversificato.

Il progetto

Il progetto intende rafforzare il carattere identitario dell’area, partendo da una profonda analisi di contesto che individua i modelli di paesaggio già presenti nel territorio da usare come riferimento, promuovendo principi di sostenibilità ambientale.

Il Parco storico-naturalistico di Villaperuccio diverrà un sistema plurimodale di mobilità sostenibile e accessibile per la conoscenza e la fruizione consapevole dell’intero patrimonio paesaggistico del territorio comunale.

 

Si prevedono interventi di tipo areale, lineare e puntuale sia in ambito urbano che extraurbano, raggruppati nei seguenti ambiti di progettazione: Parco urbano; Parco diffuso; Parco fluviale.

Il parco urbano si sviluppa sulla parte centrale del paese, derivante dal centro di antica e prima formazione ed interessa aree verdi, viabilità ed edifici.

Il parco diffuso riguarda tutto il territorio amministrato comunale e si sviluppa lungo gli elementi lineari costituiti dall’infrastruttura stradale esistente, dalle linee ferroviarie dismesse e dagli assi fluviali principali. Il parco fluviale interessa le sponde del Rio Mannu.

 

Il cuore del sistema è rappresentato dal Museo del Territorio, localizzato nel centro dell’abitato: una struttura che ricerca, conserva, interpreta e espone in modo innovativo, il patrimonio materiale e immateriale esistente.

È un luogo aperto al pubblico, avente caratteristiche di accessibilità e inclusività, che illustra e promuove gli elementi caratterizzanti del sistema territoriale.

È la prima tappa utile a fornire gli strumenti di conoscenza fondamentali per il visitatore che si appresta a scoprire in modo consapevole la grande ricchezza offerta dal territorio di Villaperuccio.

 

La rete di percorsi prevista in progetto si dirama in maniera centrifuga rispetto all’Hub, rappresentato dal museo e le sue pertinenze esterne, attraverso diverse tappe individuate come nodi della rete territoriale, localizzati in prossimità dei siti storico-archeologici o naturalistici di maggiore rilevanza.

Le tappe sono complessivamente 40, distribuite in modo omogeneo in successione, consentendo al visitatore di raggiungere varie mete in breve tempo, sia camminando che pedalando, potendo usufruire di punti informativi e di ristoro, ombreggiati dagli allestimenti a verde.

 

Le stazioni concorrono ad organizzare un sistema plurimodale di fruizione che offre molteplici e diversificati itinerari a seconda dell’abito di interesse, garantendo la possibilità di una lettura d’insieme del contesto storico e naturale.

Le dominanti ambientali individuate e le serie vegetazionali di riferimento, hanno suggerito le citazioni paesaggistiche più idonee da replicare nell’intervento, coerenti con il paesaggio agrario, quello insediativo e quello naturalistico.

 

I modelli estetico-paesaggistici esistenti vano dai nuclei di foresta relitta di Quercus Ilex, alla copertura a macchia mediterranea pertinente alle formazioni dell’Oleo lentisceto.

Completano il sistema i campi coltivi (principalmente vigneti) e seminativi alberati a Quercus Suber e Olea Europaea, disposti in un tessuto composto da siepi vicinali costituite da macchia mediterranea, testimonianza di un’economia basata prevalentemente sull’agricoltura e l’allevamento.

In ultimo presenza della vegetazione ripariale nei numerosi corsi d’acqua che solcano il territorio fino al lago di Monte Pranu.

 

L’approccio progettuale, improntato su criteri di massima sostenibilità ha come obiettivo rafforzare e ricucire il sistema di connessioni paesaggistico-ecologiche mediante scelte a impatto zero, che tendano all’incremento ed alla salvaguardia della biodiversità locale.

L’aumento di consapevolezza nella lettura del territorio da parte di cittadini e visitatori, determinato dalla comunicazione e dalle funzioni pedagogiche presenti all’interno del Museo del Territorio, rafforza la coesione sociale innescando dinamiche economiche sostenibili, a partire dalle risorse locali.

Attraverso un’attività che ceselli l’assetto territoriale interconnettendolo con moduli naturalistico-paesaggistici, verranno costituiti le isole verdi e corridoi ecologici che ospiteranno i dispositivi informativi e di arredo.

Conclusioni

L’obiettivo del progetto è quello di dotare il Comune di Villaperuccio di uno strumento di pianificazione in grado di garantire una fruizione integrata delle risorse e delle peculiarità locali, creando un sistema che si basi sull’interazione tra economia, cultura ed ecologia, secondo un modello di sviluppo sostenibile.

L’insieme degli interventi proposti definisce un sistema accessibile e sostenibile di organizzazione, gestione e valorizzazione del territorio come strumento a servizio dell’amministrazione comunale che, a partire dalla crescita della consapevolezza della comunità, abbia anche positive ripercussioni economico-imprenditoriali.

 

La conoscenza del territorio e delle sue peculiarità è il motore di rilancio dell’identità territoriale. Il coinvolgimento della comunità in questo progetto collettivo di ampio respiro, attraverso la creazione di laboratori di esplorazione ed educazione ambientale, diventa fondamentale per rafforzare i meccanismi di coesione sociale e la condivisione dei principi di sostenibilità.

S’intende stimolare atteggiamenti di responsabilità civica rispetto all’utilizzo di spazi verdi collettivi all’interno del tessuto urbano, contribuendo alla salute e al benessere psicofisico dei cittadini.

S’intende promuovere politiche di partecipazione sociale attraverso la creazione di un’area multifunzionale che ospiti plurime attività (sportive, culturali, didattiche, ecc.), rendendo l’area fruibile anche alle persone diversamente abili.

 

L’intervento si propone come facilitatore per la generazione di nuove attività economiche a partire dal Museo polifunzionale del Territorio, in cui sono previste opere destinate alla promozione e fruizione turistica e alla loro integrazione nella rete territoriale.

Sarà inoltre possibile l’apertura di chioschi, punti vendita di prodotti di qualità ortofrutticoli, caseari, ecc.. e l’organizzazione di spettacoli o altre forme di intrattenimento pubblico promosse da enti, associazioni e/o privati.

Galleria

Restauro e risanamento conservativo della Chiesa della Madonna dello Schiavo

 

Luogo: Via XX Settembre, Carloforte (SU).

Anno: 2024

Committente: Parrocchia San Carlo Borromeo, Diocesi di Iglesias (SU)

Progettisti: arch. Gabriele Casu, arch. Claudio Rosa, arch. Martina Dettori, arch. Daniele Atzei.

Grafica: arch. Claudio Rosa, arch. Daniele Atzei.

Descrizione dell'opera

La chiesa della Madonna dello Schiavo, inserita nel Repertorio del Mosaico dei beni paesaggistici e identitari del 2017, quale manufatto religioso contemporaneo di valenza storico culturale, (art. 134, comma 1, lettera C, del DLgs n. 42/2004), ha un importante significato per la comunità di Carloforte.

 

È un piccolo edificio a pianta rettangolare realizzato con pietra locale e malta, alto circa 10,85 m. Ha un’unica navata culminante con un abside semicircolare e tetto a capanna, su cui spicca un campanile del tipo a vela, sormontato da un piccolo timpano e frontone.

La facciata, tripartita, presenta un portale d’ingresso in legno massello intagliato a cassettoni, architravato e modanato, sormontato da un arco di cerchio e da un decoro in stile tardo barocco, con volute che vanno a raccordarsi delicatamente al fregio.

Entro il profilo di quest’ultimo è ricavata una piccola finestrella che dà luce all’organo, unica altra apertura sul prospetto oltre al portale. Ai lati del portale due coppie di lesene sorreggono il fregio e l’importante frontone, costituito da un ampio timpano triangolare incastonato in una pesante cornice modanata, che aggetta sul prospetto e lo domina dall’alto.

 

Internamente la navata, coperta da una volta a botte intonacata e tinteggiata di bianco, ha le pareti interne di colore celeste chiaro, scandite da una serie di paraste delicatamente decorate che terminano con dei capitelli bianchi; le pareti hanno delle cornici con integrazioni d’oro e dettagli in foglie, nel cui centro spicca un rosone centrale.

La volta e pareti sono separate da una cornice riccamente modanata, aggettante sulla navata stessa. Merita un rilievo particolare l’abside semicircolare al quale si accede attraverso un varco al centro della balaustra marmorea che lo separa dal resto della chiesa.

 

L’abside ospita un piccolo altare rivestito in marmi policromi, anch’esso finemente decorato in stucchi e foglia d’oro.

In posizione centrale, in maniera da sovrastare l’altare, è stato ricavato nella parete dell’abside un tabernacolo con arco a tutto sesto affiancato da due leggere semicolonne in stile neoclassico, rivestito internamente con mosaico dorato, che ospita il simulacro della Madonnina dello Schiavo.

La semi-cupola sovrastante, infine, è decorata con alcuni rosoni in rilievo e lo stemma della Madonna.

Stato di conservazione attuale

Le murature perimetrali della Chiesa si trovano attualmente in una condizione di degrado diffuso, dovuto prevalentemente alla vetustà delle malte, all’azione degli agenti atmosferici, ma soprattutto all’umidità di risalita capillare dal terreno.

Sulla copertura si evidenzia la mancanza di un’adeguata impermeabilizzazione sui camminamenti, mentre il canale di gronda è deteriorato.

 

Il campanile, realizzato con materiali quali pietra locale e intonaci con sabbia del posto, si presenta in uno stato di importante degrado, dovuto all’esposizione agli agenti atmosferici.

In facciata si sono riscontrati fenomeni di erosione nel timpano e di patina biologica sulla trabeazione e su tutto il frontone; in vari punti dei decori si osservano fenomeni di distacco dello strato superficiale degli intonaci o degli stucchi.

La parte superiore dei prospetti presenta fenomeni di erosione localizzati, con il distacco delle tinteggiature.

 

All’interno sono presenti ampie zone con evidenti fenomeni di disgregazione o polverizzazione dove gli intonaci, saturi di umidità e sali, si sono deteriorati perdendo le loro proprietà fisiche e chimiche.

Tale stato di deterioramento è riconducibile alla presenza di umidità diffusa, dovuta a fenomeni di risalita capillare e a fenomeni di evaporazione dell’umidità.

Il progetto

L’obiettivo del progetto è quello di riportare il bene ad antico splendore, attraverso una serie di interventi volti alla conservazione dei caratteri architettonici e decorativi, che simboleggiano il legame tra la popolazione e le sue radici storiche e religiose.

Gli interventi previsti riguardano la facciata, la copertura e gli interni.

 

Il restauro e risanamento conservativo della chiesa avverrà mediante opere che mirino all’integrità architettonica e compositiva del manufatto, attraverso la preservazione del bene dall’umidità di risalita e dall’azione sferzante di vento e acque meteoriche, con l’uso di materiali di qualità e tecnologie innovative.

 

Le opere verranno realizzate per essere durature nel tempo, efficaci contro i fenomeni di degrado e i loro effetti, senza turbare l’armonia dei luoghi nel pieno rispetto delle tipologie e metodologie costruttive dell’edifico e del contesto nel quale è inserito.

Altro obiettivo non meno importante è di riconsegnare ai cittadini di Carloforte un ambiente sacro salubre e decoroso, mantenendo integri i caratteri costituenti l’organismo edilizio.

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